Ranica ha ricordato ieri il quarantesimo anniversario del disastro nucleare di Chernobyl con una giornata organizzata e promossa dal comitato locale della Fondazione Aiutiamoli a Vivere. Un appuntamento che ha unito memoria storica e impegno concreto, nel solco di un legame che il paese mantiene da decenni con la Bielorussia e con le famiglie colpite dalle conseguenze della tragedia del 26 aprile 1986.
La ricorrenza si è aperta in mattinata con il momento di raccoglimento davanti alla targa dedicata ai liquidatori, collocata nel Passaggio pedonale Liquidatori di Chernobyl. Un gesto simbolico per ricordare quanti intervennero nei giorni immediatamente successivi all’esplosione della centrale, pagando spesso con la vita o con gravi conseguenze sulla salute.
Per l’intera giornata, dalle 11.30 alle 20, la Casa delle Associazioni ha ospitato la lettura continuativa di Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievic. Attraverso le voci dei volontari e dei cittadini coinvolti nell’iniziativa, il libro ha riportato al centro storie umane, sofferenze e testimonianze dirette di una catastrofe che continua ancora oggi a lasciare tracce profonde.

Parallelamente, la Biblioteca ha proposto una vetrina tematica dedicata ai grandi incidenti nucleari della storia, offrendo ai visitatori strumenti di approfondimento tra libri, saggi e materiali multimediali.
Ranica-Chernobyl: lo storico legame della solidarietà
Ma a Ranica il ricordo di Chernobyl non si limita a una ricorrenza. Il paese, grazie al comitato locale di Aiutiamoli a Vivere, è da sempre in prima linea nel sostegno ai bambini bielorussi e alle loro famiglie. Negli anni numerosi minori provenienti dalle zone colpite sono stati accolti temporaneamente da famiglie volontarie del territorio, trascorrendo qui alcune settimane di serenità e assistenza.
Esperienze che hanno lasciato un segno profondo non solo nei ragazzi ospitati, ma anche nella comunità ranichese. In diversi casi i bambini sono stati inseriti nelle scuole elementari del paese, condividendo la quotidianità con i coetanei italiani. Un incontro culturale e umano capace di arricchire entrambe le parti, insegnando ai più piccoli il valore dell’accoglienza, dell’amicizia e della solidarietà concreta.
Nel corso della giornata è stata ricordata anche l’iniziativa benefica promossa durante la Festa di Primavera del 12 aprile, finalizzata a sostenere il progetto Ksenia, destinato a garantire cure specialistiche a una bambina bielorussa in un momento delicato della sua vita.
La giornata di ieri ha così confermato ancora una volta il volto solidale di Ranica: una comunità che non dimentica e che, da quarant’anni, continua a trasformare la memoria in aiuto reale.
Fonti e immagini interne.







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