Un Primo Maggio dal forte valore simbolico e spirituale quello vissuto quest’anno a Ranica. Il Vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha scelto il magazzino e deposito della TEB in via Tezze come luogo nevralgico per la tradizionale celebrazione eucaristica dedicata al mondo del lavoro.

Un arrivo d’eccezione, quello del Vescovo, giunto all’appuntamento viaggiando proprio a bordo di un tram della linea T1. Ad accompagnarlo c’era l’amministratore delegato di TEB, Gianni Scarfone. Al momento dell’apertura delle porte, monsignor Beschi è stato accolto da un caloroso applauso da parte delle centinaia di persone presenti, tra cui molti dipendenti dell’azienda con le rispettive famiglie.

A fare gli onori di casa presso l’altare allestito per l’occasione all’interno del deposito è stato il presidente della TEB, Filippo Simonetti: “È un onore accogliervi in questo luogo di impegno quotidiano, dove molte persone lavorano per far funzionare un servizio fondamentale – ha esordito Simonetti –. Il lavoro contiene una dimensione trascendente: è responsabilità per la comunità, attenzione ai bisogni e cura delle relazioni”.

Per monsignor Beschi si è trattato di un contesto particolarmente intimo. Ricordando le sue origini di figlio di ferroviere, ha confidato ai presenti: “Sono prete da oltre 50 anni e le chiese mi sono familiari, ma mi è familiare anche un posto come questo: io sono nato sulle rotaie”.
L’omelia della Messa, che ha visto il Vescovo affiancato dai chierichetti di Ranica, ha poi toccato i temi più profondi e urgenti legati al mondo del lavoro di oggi. Partendo dal Vangelo e dalla figura di Gesù, “figlio del falegname” che restituisce al lavoro la sua “inarrivabile dignità”, il Vescovo ha voluto dedicare l’Eucaristia al ricordo di chi ha perso la vita o è rimasto ferito sul posto di lavoro. Una preghiera accorata e rigorosa è stata rivolta anche agli “invisibili” della società: a chi un’occupazione non ce l’ha o l’ha persa, ai disabili, ai precari, ai lavoratori poveri e agli sfruttati.
Citando l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, monsignor Beschi ha inoltre elogiato il ruolo vitale del trasporto pubblico. Ha definito i lavoratori della TEB come una delle “nervature essenziali della comunità”, sottolineando come un sistema di trasporti efficiente sia imprescindibile per la sostenibilità ambientale, per ridurre l’inquinamento e per superare i “ghetti escludenti” delle nostre città.

Ma il monito più forte ha riguardato il legame indissolubile tra occupazione e armonia sociale: “Un lavoro dignitoso, sicuro ed equamente retribuito contribuisce alla pace ed è un bene comune. Il mondo del lavoro deve essere scuola che educa alla pace“, ha ammonito il Vescovo, richiamando la necessità di costruire una società giusta, capace di non rincorrere i facili profitti legati alla produzione di armi.

La giornata di festa e riflessione ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sui traguardi della TEB. Per l’azienda, infatti, è un momento storico di grande fermento. Il presidente Simonetti ha sottolineato un “tempismo perfetto”: proprio in coincidenza con la visita del Vescovo è stato annunciato il finanziamento PNRR da 25 milioni di euro che garantirà la copertura degli extracosti per completare la nuova linea T2, i cui lavori procedono in orario e termineranno a fine giugno. A suggellare questo momento di crescita, l’atteso arrivo a Ranica, proprio nella notte di venerdì, del terzo tram ultramoderno Skoda dalla Repubblica Ceca, a cui ne seguiranno a breve altri sette.


Fonti: L’Eco di Bergamo, Bergamonews. Immagini di RanicaTv.

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