Un abbraccio lungo un secolo, fatto di volti, storia ed educazione. Domenica 31 maggio la comunità di Ranica si è riunita per celebrare i cento anni dalla fondazione del proprio oratorio. Una giornata di festa culminata nella partecipatissima Messa solenne celebrata nel cortile e presieduta dal Vescovo Ottorino Assolari, che ha richiamato il prezioso lascito dei fondatori e l’impegno delle nuove generazioni a portarne avanti la missione.


Sebbene l’oratorio fosse stato ufficialmente inaugurato il 29 giugno 1926, si è scelto di celebrare il centenario in questa data così da favorire una partecipazione più ampia da parte della comunità, anche in considerazione del periodo estivo. La scelta ha inoltre consentito ai ragazzi di vivere il tradizionale mandato prima dell’avvio del CRE: un momento significativo che, oltre a segnare l’inizio dell’esperienza estiva, rappresenta simbolicamente tutti gli impegni e le responsabilità che i giovani assumono nel loro percorso di crescita all’interno dell’oratorio
I segni del servizio e il mandato agli animatori
Durante la celebrazione, resa ancora più intensa dai canti eseguiti da un coro formato per l’occasione – che ha riunito i musicisti del Coro delle Stelle e alcuni componenti degli altri gruppi (Coro Giovani e la Corale Parrocchiale), non sono mancati gesti ricchi di significato.
All’offertorio, i diversi gruppi attivi in oratorio hanno presentato alcuni simboli del proprio servizio: il gruppo delle mamme ha offerto attrezzi per le pulizie, richiamando il valore del lavoro discreto e quotidiano, mentre le catechiste hanno consegnato il libro del catechismo, emblema della loro missione educativa.
Il momento più atteso dai giovani è stato il mandato degli animatori: i ragazzi che guideranno il Cre e le attività oratoriane del prossimo anno hanno formalizzato il loro impegno davanti alla comunità, apponendo la propria firma su un grande pannello che recitava una preghiera dedicata al loro futuro operato.


L’omelia del Vescovo: “Cento anni di vita buona, ora tocca ai laici”
Al centro della funzione c’è stata la profonda riflessione del Vescovo Ottorino Assolari. Dopo aver ripercorso l’importanza del traguardo, definendolo “100 anni di vita buona”, il prelato ha fotografato le sfide attuali della Chiesa lanciando un forte appello alla corresponsabilità: “Oggi c’è carenza di preti, molti oratori non hanno più il curato. […] È ora di dare spazio ai laici“. Un invito diretto alle famiglie e ai giovani a mettersi in gioco e assumersi responsabilità, affinché i nostri oratori non vengano lasciati “chiudere” o “cadere”, ma vengano rianimati.

A concelebrare sull’altare, a testimonianza del forte legame che unisce i sacerdoti a questo paese, c’erano il parroco don Francesco Sonzogni, gli attuali preti don Paolo Noris e don Giampietro Esposito, insieme a ex curati storici tornati per l’occasione, come don Paolo Riva e don Andrea Mazzucconi.


Il ricordo dei fondatori
Al termine della Messa, la comunità si è mossa in corteo verso il cimitero. Un momento di raccoglimento per deporre fiori sulle tombe di due figure chiave: suor Bartolomea, figura chiave nell’oratorio femminile (sepolta nella tomba dei cittadini benemeriti), e don Pietro Brignoli, il parroco fondatore. Fu proprio lui, nell’aprile del 1922, a lanciare l’appello per la costruzione dell’opera con un grido rimasto nella storia di Ranica: “Salviamo la nostra gioventù!”.

I festeggiamenti continuano
Il percorso di avvicinamento a questa domenica era già passato per la suggestiva Messa del 26 maggio dedicata a San Filippo Neri, a cui la struttura è intitolata. Ma il calendario del Centenario non si ferma qui.
I festeggiamenti, inaugurati tra febbraio e marzo dal clamoroso successo del musical inedito “Cento Passi di Speranza” (che ha fruttato tre nomination al concorso “Su il Sipario”), proseguono ora con la Festa dell’Oratorio e con le consuete attività estive. Anche l’imminente Cre estivo, infatti, conterrà giochi e proposte declinate sul tema dei cent’anni. E, come ricordato anche dal parroco don Francesco, questo anniversario “non è un traguardo d’arrivo, ma un trampolino di lancio”.
Dall’autunno, infatti, l’Oratorio promette ancora molte sorprese.
Fonti interne. Per le fotografie si ringrazia Alfredo Ripamonti.






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