Anche Ranica, dopo Bergamo e altri paesi della Provincia, si è riunita per riconoscere e ricordare i propri Internati Militari della Seconda guerra mondiale.
In occasione del Consiglio Comunale del 24 settembre, infatti, il Sindaco, gli assessori e i consiglieri si sono uniti alle famiglie di Italo Carminati, Isaia Burini e Antonio Lussana per onorarne la memoria e raccontarne le difficili storie, dopo aver osservato un minuto di silenzio.
Diamante, sorella di Italo, a cui hanno prestato voce i parenti, ricorda la bontà e la serenità del fratello, in Marina dal 1938, catturato durante un rastrellamento a Creta. Rientrato in Italia nel 1945, dopo un breve ricovero, Italo torna a lavorare in Dalmine riprendendo le abitudini del passato. Racconterà della propria esperienza alla famiglia in occasione di un capodanno, tra dolci e auguri.
La figlia di Isaia, invece, accompagnata dalla sorella e dai parenti, dice di non aver sentito altro sulla Guerra se non che il padre fosse sopravvissuto mangiando bucce di patata. Gianpiero Crotti, con la propria ricerca, ha aiutato la famiglia a ricostruire la sua storia.
Arruolato nel 1942, Isaia viene catturato l’anno seguente in Rodi, dove viene internato. Deportato poi in Serbia, viene “liberato” dai Sovietici, che, però, lo detengono a Rostov, come manodopera o come leva diplomatica. Tornerà in Italia nel novembre del 1945.
Infine, Lorenzo accompagna la nonna, figlia di Antonio, che dedica il riconoscimento proprio al nipote: 4 anni di internamento non hanno messo in ombra l’operosità e la generosità del padre, attivo anche nell’AVIS, il cui ricordo spera possa risuonare negli eredi.
La premiazione si è conclusa con le foto di rito, che mostrano una Comunità attenta al proprio passato, che combatte affinché non finisca nell’oblio e rimanga come metro per le azioni presenti e future.
Fonti interne. Immagine di copertina: RanicaTV






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