Restano in carcere i quattro cittadini albanesi fermati dai carabinieri nell’ambito delle indagini sulla “Banda della Stelvio”, il gruppo criminale ritenuto responsabile di violenze e assalti nella nostra provincia, tra cui il drammatico colpo avvenuto a Ranica la sera del 4 luglio e la rapina all’agriturismo “Ca’ Fenile” di Alzano tra il 5 e 6 luglio.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare, confermando il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. Sebbene la misura cautelare riguardi al momento i fatti di Alzano Lombardo, gli elementi raccolti dagli investigatori collegano direttamente i quattro indagati al terrore vissuto da una famiglia del nostro paese appena poche ore prima.

Il colpo del 4 luglio a Ranica

In una villetta di Ranica, una decina di persone – tra cui diversi bambini – stava trascorrendo una tranquilla serata in giardino. A dare l’allarme sono state proprio le bambine, che ad un tratto hanno notato delle ombre di due sconosciuti muoversi all’interno della casa.

Il proprietario, accorso immediatamente per verificare cosa stesse accadendo, si è trovato a tu per tu con due malviventi che si erano appena lanciati dal primo piano per guadagnare la fuga. La reazione dei rapinatori è stata violenta: l’uomo è stato colpito al volto con ferocia, riportando la lussazione della mandibola e la perdita di un dente. I ladri sono poi riusciti a dileguarsi con un bottino composto da gioielli, borse di lusso e altri oggetti di valore, non prima di aver razziato anche la villetta confinante, in quel momento vuota.

A rivelarsi decisivo per le indagini è stato un dettaglio chiave: le telecamere di videosorveglianza della zona hanno immortalato durante la fuga un’Alfa Romeo Stelvio nera, lo stesso veicolo che sarebbe diventato la firma del gruppo criminale.

Il collegamento con Alzano e il blitz dei Carabinieri

Proprio il modello e il colore del Suv – a cui la banda cambiava sistematicamente targhe rubate o contraffatte – hanno permesso ai Carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo di collegare l’assalto di Ranica a quanto accaduto la notte successiva, tra il 5 e il 6 luglio, all’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano Lombardo.

In quell’occasione, la violenza del gruppo si è spinta ancora oltre: tre uomini con il volto coperto si sono introdotti nell’abitazione del titolare da una finestra, tenendo in ostaggio la famiglia per quaranta minuti. Tra minacce con coltelli, una pistola e la simulazione di atti di violenza, i rapinatori hanno derubato i proprietari di Rolex, gioielli e contanti per circa 50 mila euro, lasciando il titolare con due costole rotte prima di chiudere la famiglia in bagno.

Il covo nel Bresciano e le prossime tappe

La caccia alla “Stelvio” ha condotto i militari fino a Orzinuovi, nel Bresciano, individuata come base operativa della banda. Il 15 luglio è scattato il blitz: quattro uomini sono finiti in manette, mentre un quinto complice è riuscito a sfuggire all’arresto, sebbene la sua identità sia già nota agli inquirenti.

All’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale del crimine: targhe false, radio ricetrasmittenti, abbigliamento compatibile con i colpi e un ingente quantitativo di refurtiva di lusso. Davanti al giudice, i quattro indagati hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Le indagini della Procura di Bergamo proseguono ora a ritmo serrato per chiudere il cerchio: i prossimi sviluppi forensi e i riconoscimenti fotografici saranno decisivi per formalizzare a carico dei quattro arrestati anche le accuse per la rapina di Ranica e per gli altri colpi messi a segno sul territorio.


Fonte: L’Eco di Bergamo, Corriere della Sera, Bergamonews / Immagien di copertina: L’Eco di Bergamo

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