Sulla stessa onda ci sono anche il segretario comunale Tiziana Serlenga e i consiglieri Rotini e Beretta. Infatti, dopo aver ottenuto il permesso di parlare, Serlenga ha brevemente richiamato i membri della minoranza dicendo che le parole da loro pronunciate insinuano delle responsabilità che non ci sono, e chiarisce che prenderà tutte le iniziative necessarie per difendere i dipendenti del comune. Poco dopo il sindaco annuncia che sarà membro della parte lesa del futuro processo su questa vicenda.
Tutto questo è avvenuto nel consiglio comunale del 23 maggio, dove il sindaco ha risposto all’interpellanza presentata dal gruppo Insieme per Ranica. Vergani ha chiarito anche in questa sede che i dipendenti comunali erano all’oscuro dell’operato irregolare della consulente Antonietta Monteleone (ora in carcere), incaricata dal comune per revisionare la conformità della gara d’appalto, visti i criteri sempre più complessi da rispettare. Inoltre è stato specificato che la dottoressa Monteleone è stata scelta per il suo ampio curriculum (disponibile peraltro sul sito web del comune) in seguito ad un incontro informale tra diversi comuni (tra cui Pradalunga) che si sono avvalsi delle sue competenze.
Oltre a ciò, il sindaco si dice dispiaciuta del fatto che i consiglieri di minoranza non si siano avvalsi della facoltà di consultare documenti né di confrontarsi con i tecnici dell’ente per raccogliere più informazioni, piuttosto di diffondere preoccupazione e sfiducia nei cittadini per mezzo dei manifesti.
La minoranza dal canto suo ha risposto prontamente che l’intenzione dei cartelloni non era a fine di accusa, bensì una richiesta di chiarimento; in particolare per far luce su un’intercettazione riportata da L’Eco di Bergamo che non era riportata negli atti comunali. Da qui comincia un rapido botta e risposta tra le due fazioni: il sindaco risponde che “il dovere si può fare anche venendo a informarsi negli uffici comunali, non solo leggendo gli articoli di giornale il primo giorno di pubblicazione, perché nei giorni successivi è stato scritto in modo chiaro che il comune di Ranica era all’oscuro ed era stato solo sfiorato. Inoltre nel comune di Ranica non risulta nessun indagato, mentre in altri comuni si [..]”. Continua: “non potete permettervi di scrivere certe accuse infondate, verificheremo tutto nelle sedi adeguate […]. I cittadini hanno bisogno di fiducia verso l’amministrazione, e fino a prova contraria la Guardia di Finanza non ha indagato nessuno qui. […] Confidiamo nel lavoro della giustizia […]”
NB: per ragioni editoriali, i dialoghi possono essere stati abbreviati. Al fine di avere una copertura integrale, consigliamo vivamente ai lettori l’ascolto del Consiglio Comunale del 23 maggio 2022 disponibile qui.






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