Tutto è partito da una maxioperazione della Guardia di Finanza milanese che, in seguito a delle lunghe indagini, ha arrestato 11 persone accusate a vario titolo di corruzione negli appalti per l’affidamento dei servizi di ristorazione collettiva in scuole e istituti per anziani e di pulizie in uffici pubblici, per un valore complessivo di 39 milioni di euro, in diversi comuni tra Milano, Bergamo e Brescia.
Nei giorni scorsi sui giornali locali sono comparsi titoli scandalistici che, almeno in un primo momento, hanno fatto rabbrividire i cittadini ranichesi per via del marginale coinvolgimento del nostro paese a questa vicenda. Abbiamo deciso di fare chiarezza, ed è emerso che in realtà – come chiarito dal sindaco Mariagrazia Vergani – “la gara a Ranica è stata fatta secondo tutti i crismi. La Finanza ha acquisito documentazione che potrebbe essere utile ai fini delle indagini in corso, non risulta nessun altro coinvolgimento nei confronti di dipendenti ed amministratori del Comune”. Allora perché la mensa del nostro paese è coinvolta?
Tutto nasce da un esposto dell’aprile 2021 presentato dalla moglie e dalla figlia di Massimo Manco, le quali hanno segnalato che l’uomo nei suoi anni di lavoro al settore appalti di Cornaredo aveva ricevuto «regalie dagli imprenditori aggiudicatari o dai fornitori in genere», oltre a soggiorni in hotel, biglietti per lo stadio e mobili per la casa; a questo punto la Finanza è riuscita a risalire ad un giro di affari impensabile.
Infatti nel 2021 il comune di Ranica ha indetto come di consueto il bando periodico per quanto riguarda la mensa scolastica dell’istituto. Per via delle nuove normative – sempre più complesse, il comune ha deciso di affidarsi ad uno specialista per essere certi di rispettare tutti i requisiti legali del bando pubblico ed evitare possibili problemi giudiziari in futuro.
Secondo “Bergamonews”, nella commissione esterna che ha aggiudicato il bando di gara all’impresa per la gestione della mensa scolastica, c’erano una dietista e un’esperta di alimentazione milanesi coinvolte nell’indagine. Gli investigatori hanno ricostruito il meccanismo che gli indagati avrebbero attuato per garantirsi l’adempimento dell’accordo illecito da parte degli aggiudicatari delle gare. Secondo quanto emerso avrebbero fatto attribuire a persone compiacenti, e disponibili ad assecondare ogni loro richiesta, incarichi di consulenza per il controllo qualità all’interno della catena di somministrazione dei pasti.
Nel corso dell’operazione, oltre alle misure restrittive, è stata data esecuzione a 23 decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di tutti gli indagati, nonché a ordini di esibizione e consegna di documentazione nei confronti dei Comuni – incluso Ranica – e delle società coinvolte.
Infatti, come confermato dal sindaco, l’azione delle forze dell’ordine nel nostro paese si è limitata al sequestro dei documenti utili per la ricostruzione del circolo malavitoso.






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