A tre mesi e mezzo dall’inizio dei lavori, il volto di Ranica è già cambiato notevolmente. Si è conclusa infatti la prima fase degli interventi di demolizione nell’area dell’ex stabilimento tessile Zopfi, che ha portato all’abbattimento di ampi settori del complesso industriale e alla rimozione della quasi totalità dei detriti prodotti dai lavori.
In particolare, sono stati demoliti i capannoni dei magazzini situati all’angolo tra via Zopfi e via degli Alpini, dove per decenni venivano custodite materie prime e prodotti finiti. Lungo via degli Alpini sono inoltre scomparsi i reparti di apertura e mischia, dove un tempo le balle di fibra grezza venivano aperte, mescolate e pulite dalle impurità grazie a macchinari azionati a vapore, in preparazione delle successive fasi di lavorazione.
È stato abbattuto anche il capannone di roccatura e ritorcitura, quello con il tetto parzialmente crollato e ben visibile dalla rotonda di via Zopfi, dove si svolgevano le delicate operazioni di avvolgimento e torsione dei filati. Infine, sono stati rimossi anche gli edifici degli uffici amministrativi affacciati su via Zopfi, che rappresentavano il cuore direzionale dell’intero stabilimento.
I lavori, naturalmente, non si limitano a questa fase. Tutti ricorderanno il 17 giugno, giorno in cui le ruspe hanno iniziato a demolire le prime strutture, rimaste immutate per oltre trent’anni di abbandono. In realtà, però, il cantiere era stato aperto già a gennaio, con le opere di bonifica del terreno circostante, invaso da decenni di vegetazione spontanea e materiali abbandonati. A queste sono seguite le verifiche preliminari e gli studi tecnici necessari alla redazione del progetto esecutivo.
Restano in piedi la storica ciminiera e l’edificio della cardatura e filatura. Entrambi fanno parte del progetto condiviso tra amministrazione comunale e proprietà, che prevede il mantenimento di alcune parti storiche dell’area Zopfi. In particolare, oltre alla ciminiera – destinata a continuare a svettare nei cieli ranichesi come simbolo del passato industriale del paese – sarà conservata anche una facciata dell’edificio principale, che verrà integrata nel nuovo complesso residenziale. Un segno tangibile dell’unione tra memoria e futuro, destinato a restare nel tempo.
Foto: Redazione Ranica TV







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