Nel nubifragio della notte del 9 settembre che ha colpito la bergamasca sono caduti 115 litri su metro quadro di pioggia. Molti torrenti hanno raggiunto livelli di portata d’acqua elevati, tra questi la Nesa e la Morla (quest’ultima è anche esondata).

I danni alla zona di via Toscanini causati dal Torrente Nesa. Foto inviata da una lettrice, che ringraziamo.

A Ranica i danni sono tangibili, seppur limitati rispetto agli altri paesi limitrofi come Ponteranica, che è ancora oggi alle prese con opere straordinarie di sistemazione e bonifica. Il sistema di vasche volano presenti nel nostro paese dal 2016 ha evitato il peggio, drenando l’acqua proveniente dalle pendici del colle accumulata in alcune vie del paese (come Via Sarca).

Tuttavia, la precipitazione è stata molto importante e i detriti hanno mandato in tilt i canali di scolo in diverse zone di Ranica. Infatti alcuni privati hanno registrato dei danni sia alle proprie abitazioni e autorimesse sia ad attività produttive e commerciali. Per questo motivo il Comune richiederà, ai sensi delle disposizioni regionali in vigore, lo stato di emergenza, per consentire di attivare l’iter necessario per raccogliere e inviare alla Regione le informazioni sui danni subiti dai privati. Verrà predisposta apposita modulistica per consentire ai cittadini e alle imprese di presentare la richiesta di intervento economico regionale. Gli uffici comunali, una volta raccolti i dati, trasmetteranno tutte le informazioni alla Regione Lombardia, che deciderà se ci sono i presupposti per dichiarare lo stato di emergenza.

Questo processo permetterà, nel caso venga accolta la richiesta, di assegnare risorse economiche ai comuni colpiti per supportare i privati nelle opere di ripristino. L’obiettivo è rispondere rapidamente alle necessità della comunità, alleviando almeno in parte i disagi causati dall’eccezionalità dell’evento.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti derivanti da oggetti o strutture danneggiate dagli allagamenti, la Società che si occupa della raccolta rifiuti si è attivata per rimuovere i materiali inutilizzabili dalle zone più colpite. Inoltre, i cittadini potranno recarsi direttamente alla piazzola ecologica fino a sabato 14 settembre per conferire gratuitamente i materiali deteriorati.

Anche la Regione Lombardia si muoverà nella stessa direzione, chiedendo a sua volta lo stato di calamità al Governo, come confermato dal consigliere leghista Malanchini che era in visita nelle zone più colpite della nostra provincia. «Abbiamo già predisposto una mozione che sarà discussa martedì 17 settembre in Consiglio regionale nella quale si deciderà come aiutare Comuni, cittadini e imprese nella gestione dell’emergenza» aggiunge Lobati (FI).


Fonte: Comune di Ranica, L’Eco di Bergamo / Foto di copertina: si ringrazia un lettore per averci inviato lo scatto.

Una risposta

  1. […] arriva a meno di un anno dal violento nubifragio del 9 settembre 2024, quando sul territorio della Bergamasca si abbatterono oltre 115 litri di pioggia per metro quadro […]

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