Negli ultimi mesi sui gruppi Facebook del paese non sono passate inosservate le segnalazioni di alcuni residenti che, con foto e video, hanno documentato bottiglie abbandonate, sporcizia, bivacchi e frequentazioni problematiche, soprattutto nelle ore serali e notturne, nei pressi del Parco Conciliazione.
Le segnalazioni sono state riprese dall’opposizione consiliare che, il 30 ottobre, ha pubblicato sui propri canali social l’interpellanza presentata dal consigliere Giovanni Bertino a metà settembre, insieme alla risposta ufficiale del sindaco Sergio Parma. Il post era stato anticipato da un messaggio con cui la lista chiedeva di “mettere fine al degrado al Conciliazione”.
Il confronto in aula
Durante la seduta del Consiglio Comunale del 25 settembre, il tema è stato discusso come primo punto all’ordine del giorno.
Bertino ha ribadito in aula le segnalazioni dei residenti, parlando di “una situazione di degrado e insicurezza”. Secondo il consigliere, sarebbero stati riportati episodi di presenze notturne, bivacchi, siringhe e atti osceni in pieno giorno. Ha ricordato inoltre episodi di violenza, come la rissa del febbraio scorso alla fermata della TEB (di cui abbiamo parlato in questo articolo) e un furto avvenuto in agosto. “Non sono pochi cittadini, sono tanti – ha detto – e ridimensionare quanto accade significa mancare di rispetto a chi segnala problemi reali.”
Il vicesindaco Carlo Beretta, a nome dell’amministrazione, ha ribadito quanto già scritto nella risposta ufficiale del sindaco: il parco Conciliazione è “un’area aperta, vivace e premiata per la qualità del verde”, dove “gli episodi di inciviltà sono sporadici e isolati”, precisando che la zona è soggetta a controlli quotidiani della Polizia Locale e dei Carabinieri di Alzano Lombardo. Ha poi invitato i cittadini a evitare allarmismi e a non alimentare discussioni sui social “che rischiano di ingenerare procurato allarme”.
Bertino ha replicato criticando la minimizzazione del problema e la mancanza di strumenti tecnologici di controllo. “Le telecamere esistenti non sono dotate di infrarossi, quindi di notte non servono a nulla – ha osservato –. Servono soluzioni concrete: droni, fototrappole, monitoraggio costante.”
Il sindaco Parma ha chiuso il confronto ricordando che “Ranica è tra i paesi con meno criticità della zona” e che “problemi analoghi sono presenti in molti altri comuni lungo la linea TEB”. Ha aggiunto che il parco “è costantemente monitorato” e che l’amministrazione “sta programmando ulteriori lavori di miglioramento e manutenzione”. Ha inoltre annunciato l’intenzione di organizzare entro l’autunno “un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza” per discutere direttamente con i residenti delle criticità e dei progetti futuri, “a condizione che sia un confronto costruttivo e non una contrapposizione”.
La richiesta dei residenti e la convocazione dell’assemblea
La richiesta di un incontro pubblico era arrivata anche dal gruppo Comunità Parco Conciliazione Ranica, nato su Facebook come spazio di confronto tra residenti, che nelle scorse settimane aveva promosso una raccolta firme per chiedere un’assemblea aperta a tutti.
L’amministrazione aveva inizialmente ipotizzato un incontro ristretto con alcuni rappresentanti del comitato, ma i cittadini avevano ribadito la volontà di un confronto più ampio.
Oggi, 6 novembre, è arrivata la conferma ufficiale: mercoledì 13 novembre, alle ore 20.45, presso l’auditorium Roberto Gritti, si terrà l’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza. Sarà l’occasione per un dialogo diretto tra amministratori e residenti sulle criticità del parco e sulle possibili soluzioni.
Il nodo aperto
Resta centrale il tema della conciliazione (perdonate il gioco di parole) tra sicurezza e accessibilità. Chiudere o recintare il parco significherebbe limitarne la funzione sociale per cui è stato pensato; al contrario, mantenere l’apertura espone al rischio di nuovi episodi di bivacco o vandalismo.
A complicare il quadro c’è sicuramente la frequentazione della linea TEB, soprattutto in orari serali, da parte di persone in situazione di alterazione, di senzatetto in cerca di un riparo o di ragazzini ineducati. La fermata di Ranica è la prima venendo da Bergamo (e forse l’unica lungo la linea) che offre la presenza di un parco tranquillo, poco frequentato la sera e sempre accessibile, che per di più è adiacente ad un discount e ad un bar.
Ad alimentare questo fenomeno potrebbe esserci anche un effetto indiretto della “zona rossa” istituita alla stazione di Bergamo. L’ipotesi andrebbe affrontata analizzando più dati di quanti ne siano disponibili oggi, ma è verosimile pensare che, da quando è entrato in vigore quest’anno, il provvedimento potrebbe aver spostato dal centro città parte dei soggetti socialmente fragili o in situazioni di marginalità, distribuendoli lungo la linea TEB. Infatti, situazioni analoghe sono state segnalate alla fermata di Borgo Palazzo, dove residenti denunciano “urla, lanci di bottiglie, spacciatori e senzatetto”. L’ipotesi, se confermata, indicherebbe un più ampio spostamento territoriale del disagio, richiedendo un coordinamento tra i Comuni serviti dal tram e le forze dell’ordine sovracomunali.
L’assemblea del 13 novembre rappresenta dunque un passaggio importante: non solo per fare il punto sulle criticità segnalate, ma anche per cercare una gestione condivisa del Parco Conciliazione che riesca a tutelare vivibilità, decoro e inclusione.
Un confronto atteso, che potrà trasformare un caso locale in un’occasione di partecipazione e corresponsabilità civica.







Scrivi una risposta a Anonimo Cancella risposta