I dati qui riportati sono relativi alle ore 18:00 e potrebbero aver subito leggere variazioni nel frattempo.

Ranica si muove in controtendenza e lo fa con un segnale sia politico che civico: un’affluenza tra le più alte della Bergamasca e una prevalenza del Sì alla riforma della giustizia, mentre in Italia è il No a imporsi.

Il dato definitivo racconta di una comunità che ha scelto di far sentire la propria voce. Su 4.762 aventi diritto, 3.512 cittadini si sono recati alle urne, pari al 73,75%. Una percentuale che supera la già elevata media provinciale (65,25%) e si colloca ben al di sopra anche del dato regionale lombardo (63,75%) oltre che a quello nazionale (58,93%). Ranica si inserisce così nel gruppo ristretto dei Comuni bergamaschi sopra il 70%, insieme a realtà come Gorle e Costa Valle Imagna.

Per quanto riguarda l’esito del voto, a Ranica prevale il Sì alla riforma: 1.935 voti pari al 55,36%, contro 1.560 No (44,64%). Marginale il numero delle schede nulle (10) e bianche (7), nessuna scheda contestata.
Il risultato è conforme all’analisi YouTrend, che sottolinea come il Sì abbia vinto principalmente nei comuni sotto i 10mila abitanti, al contrario delle città in cui è il No a prevalere.

Referendum 2026 – Dati definitivi

Esito degli scrutini per Ranica

SI
55,36%
NO
44,64%
Affluenza finale
73,75%
Elaborazione RanicaTV – Dati Eligendo

Il risultato locale si inserisce nel quadro di una provincia di Bergamo in controtendenza rispetto al dato nazionale. Se in Italia, infatti, il No si attesta in vantaggio con il 53,74%, nel territorio bergamasco – così come in Lombardia – è il Sì a risultare prevalente.

Accanto al risultato politico, colpisce soprattutto la partecipazione. Il 73,75% rappresenta un salto netto rispetto alle ultime consultazioni referendarie: nel 2025 l’affluenza si era fermata al 34%, nel 2022 al 30%. Anche rispetto alle elezioni più recenti il dato cresce: 68% alle comunali ed europee del 2024, 55% alle regionali del 2023. Solo il referendum costituzionale del 2016, con l’82%, resta un riferimento più alto.

Un dato che suggerisce come il tema della giustizia abbia riattivato una parte significativa dell’elettorato. Il confronto pubblico, acceso nelle settimane precedenti al voto, sembra aver inciso sulla mobilitazione, riportando ai seggi anche fasce di popolazione che negli ultimi anni si erano progressivamente allontanate.

L’Italia boccia la riforma: la Costituzione rimarrà così com’è

L’esito del referendum costituzionale 2026 segna la vittoria del No con il 53,9%, contro un Sì fermatosi al 46,1%. A caratterizzare la consultazione è stata certamente l’affluenza particolarmente elevata con picchi significativi in Emilia-Romagna (66,6%) e Toscana (66,2%). La mappa del voto evidenzia una netta spaccatura geografica: il No ha prevalso in quasi tutto il Paese, con l’eccezione del “blocco” del NordLombardia (53,6%), Veneto (57,9%) e Friuli-Venezia Giulia (54,2%) – dove le ragioni della riforma hanno ottenuto la maggioranza. Il dato demografico conferma inoltre un rifiuto trasversale, guidato soprattutto dai centri urbani (Firenze e Bologna al 70% di partecipazione) e dalle fasce d’età più giovani, mentre il Sì è rimasto competitivo quasi esclusivamente tra gli elettori sopra i 50 anni e nei comuni con meno di 10.000 abitanti.


Fonti: Eligendo, L’Eco di Bergamo, ilPost, Corriere della Sera.

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