Si è conclusa con quattro arresti l’indagine dei carabinieri di Clusone che ha smantellato una banda di rapinatori responsabile di almeno sette colpi messi a segno negli ultimi nove mesi tra Ponteranica, Albino, Nembro e Ranica.
I malviventi, tutti giovani di origine marocchina e irregolari sul territorio nazionale, avevano trasformato un box abbandonato del quartiere Fiorito di Albino nella loro base operativa. Da lì partivano per compiere rapine e scippi, sempre con un modus operandi simile: uno faceva da palo mentre gli altri avvicinavano la vittima con la scusa di una sigaretta, per poi passare all’aggressione armati di pistola, bottiglia rotta o semplicemente con pugni e calci.
Colpita anche Ranica
Tra i diversi episodi oggetto di indagine, uno riguarda anche Ranica: lo scorso agosto una donna è stata scippata della collanina d’oro che portava al collo mentre passeggiava per strada. In quell’occasione, come negli altri casi, la violenza e la minaccia furono determinanti per riuscire a portare via il bottino.
Vittime fragili e bottino speso in serate
Secondo le indagini, il gruppo prendeva di mira soprattutto anziani, donne e ragazzi. Tra le rapine più gravi, l’aggressione a un’anziana commerciante di Ponteranica, immobilizzata e legata, il colpo a un artista di strada ad Albino a cui sono state sottratte le offerte ed il pestaggio di due giovani a Nembro. In totale il bottino ammonta a circa 10mila euro, spesi rapidamente in bar, alberghi e serate con ragazze.
Un’indole violenta
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Federica Gaudino parla di «spiccata indole criminale» e di una «pericolosità sociale» evidenziata dal ricorso costante a intimidazioni e violenza. In almeno due occasioni, inoltre, i quattro avrebbero minacciato testimoni convocati dai carabinieri, al punto da ridurli in lacrime.
Arresti e indagini ancora in corso
I quattro, già noti alle forze dell’ordine per reati violenti e legati agli stupefacenti, sono stati rintracciati e arrestati tra il 16 e il 28 settembre. Ora si trovano nel carcere di Bergamo. L’inchiesta, però, non si ferma: gli investigatori non escludono che la banda possa aver commesso altri colpi, ancora non denunciati.
Fonte e immagine di copertina: L’Eco di Bergamo







Lascia un commento