Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, un momento per riflettere sul valore di una risorsa così vitale. In questa occasione ci siamo posti una domanda: come è la “nostra” acqua?

Per rispondere a questa domanda ci siamo basati sui dati di rilevamento di Uniacque, che effettua dei controlli sull’acquedotto in quattro punti del nostro paese: ai pozzetti di via Bergamina e via Zanino Colle, al laboratorio di via Viandasso e alla fontana di Piazza Europa.

I sistemi di monitoraggio della rete idrica di Ranica prevedono analisi periodiche e approfondite, che verificano numerosi parametri chimico-fisici. Vediamo come si posiziona l’acqua di Ranica in alcuni indicatori chiave.

  • pH: con un valore medio di 7,85, l’acqua si presenta in un perfetto equilibrio, essenziale per la sicurezza e la salubrità del consumo quotidiano.
  • Residuo fisso: la media di 205,25 mg/l dimostra che i sali disciolti sono addirittura sette volte inferiori rispetto ai limiti di sicurezza, garantendo un’acqua leggera e piacevole al palato.
  • Durezza: un indice di 17°F conferma che l’acqua ha una composizione minerale equilibrata, ideale per l’uso domestico senza rischi di incrostazioni eccessive.
  • Conducibilità elettrica: con 300,50 µS/cm, l’acqua rispetta i parametri normativi (è otto volte inferiore al limite di legge) e testimonia un basso contenuto di sostanze disciolte, indice di una purità apprezzabile.
  • Sono nettamente sotto il limite legale anche tutti gli altri parametri specifici relativi alle sostanze di sciolte, ad esempio la presenza di cloruro, solfato, sodio, ammonio, arsenico, floruri, nitriti e nitrati.

Di seguito, riportiamo la tabella con tutti i valori analizzati da Uniacque. In verde la media del paese, mentre al centro è possibile vedere le leggere differenze tra le postazioni di rilevazione nei vari punti di Ranica. A destra i limiti di legge per giudicare la qualità dell’acqua.

Rielaborazione dei dati pubblici di Uniacque, disponibili cliccando qui.
Limiti di legge: DL 23/02/2023 n°18

Un beneficio economico ed ecologico

Scegliere l’acqua del rubinetto non rappresenta solo una decisione salutare, ma anche un gesto concreto di responsabilità verso l’ambiente. Il consumo di acqua potabile pubblica permette di ridurre significativamente l’utilizzo di bottiglie di plastica, contribuendo a limitare l’impatto ambientale legato alla produzione e allo smaltimento degli imballaggi.

Paradosssamlente, nonostante in Italia l’acqua al rubinetto sia tra le migliori del mondo, siamo anche i più grandi consumatori bottigliette di plastica (più di 8 miliardi annue per una media di oltre 200 litri pro capite all’anno), classificandoci primi in Europa e secondi a livello mondiale (dopo il Messico, dove l’acqua del rubinetto non è sicura da bere quanto nel Belpaese).

Al di là del lato ecologico, a questo si aggiunge un aspetto economico rilevante: l’acqua erogata dal servizio idrico locale è disponibile a costi contenuti e garantisce, grazie a controlli rigorosi e costanti, una qualità paragonabile – se non superiore – a quella di molte acque confezionate. Qualora si preferisse l’acqua gassata, è consigliabile rivolgersi, almeno, alla Casa dell’Acqua di Uniacque in via Zopfi, che rappresenta un’alternativa valida e sostenibile.


Fonte: dati Uniacque / Immagine di copertina: Uniacque

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