L’amministrazione: misura necessaria per rispondere ai corposi tagli statali verso i comuni, ai ritardi del PNRR e alle crescenti spese, se si vogliono salvaguardare i servizi comunali e avere margine nel bilancio. Addizionale allo 0,75% .

O si tagliano i servizi, o si tocca l’addizionale IRPEF: in sintesi è questo l’aut-aut al quale l’amministrazione guidata da Sergio Parma deve far fronte. Il Comune dovrà rispondere ad un quinquennio che si prospetta finanziariamente delicato: c’entrano i tagli dei fondi ai comuni, i ritardi del PNRR e le spese crescenti dei servizi comunali.

Proprio di questo si è discusso nell’ultimo Consiglio Comunale, la cui seduta si è presto incentrata sull’illustrazione del bilancio di previsione 2025 che evidenzia, come dicevamo, un contorno difficile.

In primis, hanno un forte impatto negativo i recenti tagli statali ai fondi per i comuni: il sindaco ha spiegato che il Comune di Ranica, non avendo mai sfruttato al massimo la propria capacità impositiva, si è trovato penalizzato rispetto ad altri comuni, perdendo circa 90.000 euro di trasferimenti statali.
Su questo tema si era già espressa a luglio, con forte disappunto, l’ex sindaco Mariagrazia Vergani che, come raccontato in questo nostro articolo, aveva presentato sui social un quadro di previsione allarmante per le casse di tutti i comuni.

In secondo luogo vanno considerati i ritardi del PNRR: il Comune dovrà anticipare con la propria liquidità i progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, poiché le somme verranno rimborsate con estremo ritardo. A questo quadro si aggiunge l’aggiunta dell’apertura dell’asilo nido comunale: un’iniziativa lodevole, importante e voluta da entrambe le parti, che però, aggiunta all’aumento delle spese comunali nel complesso, mette ulteriormente sotto pressione i conti di Via Gavazzeni.

Per far fronte a queste circostanze è stato deliberato l’aumento dell’addizionale IRPEF dallo 0,50% allo 0,75%, una misura necessaria, secondo la maggioranza, soprattutto per mantenere vivi e vegeti i servizi comunali e per garantire tranquillità nel bilancio finale. La misura dovrebbe generare un maggiore gettito di circa 300.000 euro, utile a coprire le crescenti spese correnti, tra cui quelle relative all’asilo nido comunale e agli aumenti contrattuali del personale.

L’opposizione, con la voce del consigliere Giovanni Bertino, ha sollevato critiche sottolineando che l’aumento rappresenta un peso significativo per i cittadini, con un gettito pro capite che passerebbe a circa 150 euro per abitante, contro i 110 euro medi di comuni vicini come Alzano. Ha inoltre proposto di valutare tagli alle spese e di esplorare strategie di collaborazione con i comuni limitrofi per razionalizzare i costi.

Il sindaco ha replicato evidenziando che l’aumento è stato accompagnato da un innalzamento della soglia di esenzione da 10.000 a 12.000 euro, proteggendo così i redditi più bassi. Ha specificato che una famiglia con un reddito medio di 30.000 euro pagherà un incremento di soli 6 euro al mese, che comunque, secondo il primo cittadino, rappresentano un’aliquota tra le più basse del territorio, a fronte di un livello di servizi elevato e apprezzato. “Rinunciare a questo aumento avrebbe significato tagliare servizi essenziali come il sostegno alle famiglie, alla scuola e al sociale” ha aggiunto.

Dall’opposizione è arrivato l’appello a considerare una revisione della misura nel prossimo futuro, qualora la situazione economica lo permetta, oltre a invocare un maggiore sforzo nella riduzione delle spese.


Fonte: dal Consiglio Comunale del 19 dicembre 2024 / Immagine di copertina: Bergamonews

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