Le Messe natalizie si sono arricchite con brevi scenette teatrali organizzate da alcuni giovani del gruppo “Seekers”, unendo arte e fede per coinvolgere e ispirare i partecipanti.
I giovani della Parrocchia del gruppo “Seekers” hanno scelto un mezzo innovativo per comunicare e celebrare le festività natalizie e dell’Epifania di quest’anno, realizzando piccoli momenti teatrali durante le Messe per i ragazzi. Travestiti da personaggi biblici e guidati da un sapiente uso di luci e musica (come nel caso della Veglia di Natale), hanno saputo trasmettere in modo rinnovato i significati profondi di queste festività. Gli episodi rappresentati, brevi ma incisivi, hanno arricchito l’esperienza liturgica, trasformando il messaggio evangelico in un racconto visivo e coinvolgente.
La sera del 24 dicembre, durante la Veglia, i ragazzi e le ragazze hanno inscenato l’arrivo di Gesù, ponendo l’attenzione soprattutto sulla figura dei pastori che si sono fidati e incamminati, muniti di lanterne, per cercare il Bambino. L’atmosfera era incredibilmente immersiva grazie alle potenti luci scelte per illuminare l’intera chiesa.


Se il carattere della Veglia è stato più riflessivo, a Natale ed Epifania i “Seekers” hanno optato per delle brevi rappresentazioni che hanno raccontato la Natività e l’arrivo dei Re Magi. I momenti sono stati molto apprezzati, soprattutto per il coinvolgimento unico che è stato offerto ai bambini presenti alle funzioni a loro dedicate.

Una comunicazione contemporanea
Uno dei motivi per cui le chiese sono sempre in carenza di giovani è certamente l’antica comunicazione utilizzata, che non riesce a penetrare nei cuori e nelle menti dei giovani all’ascolto (forse nemmeno degli adulti). Per questo motivo durante la Veglia di Natale, oltre alle letture bibliche, sono stati letti dei brevi brani che trattavano temi molto vicini agli adolescenti e ai giovani: ad esempio la “Lettera ai giovani” tratta dal libro “Senza misura” di don Tonino Bello. È un invito rivolto ai giovani a coltivare amicizie, interessi per la pace, la giustizia e l’ambiente, affrontando il mondo con speranza e diventando la “coscienza critica” della società. Un brano che incoraggia a vivere il Vangelo come forza rivoluzionaria, superando l’egoismo e la malinconia per abbracciare una vita autentica e significativa.
Iniziative di questo tipo sono una boccata d’aria rispetto alla monotonia degli schemi, che non devono di certo essere abbandonati di netto, piuttosto devono conciliarsi con metodi che rendano partecipi i giovani come protagonisti attivi della celebrazione. Inoltre, anche per il pubblico può essere l’occasione di prestare attenzione al vero significato della festività, magari da un’altra prospettiva.
Alcuni potrebbero sostenere che la teatralità rischia di distogliere l’attenzione dal valore spirituale della celebrazione. Tuttavia, ammesso che questi eventi si inseriscano armoniosamente all’interno del carattere sacro della funzione, come in questo caso, si può dire che le rappresentazioni teatrali sono solo che arricchenti. Il linguaggio visivo e simbolico è sempre stato parte della tradizione cristiana, dai dipinti medievali alle rappresentazioni sacre del presepe vivente: la Chiesa ha spesso utilizzato l’arte per rendere il messaggio del Vangelo accessibile a tutti. Oggi, come ieri, bisogna dimostrare che la fede, per essere viva, deve anche essere creativa.
Articolo firmato A.R. / Immagine di copertina: Oratorio di Ranica su Instagram.







Lascia un commento