“Il ventennio fascista, la Seconda guerra mondiale, il boom economico degli anni ’60 e la decadenza degli anni ’70 e ’80 sono le fasi che hanno contraddistinto gli ultimi 50 anni della vita della Zopfi e, insieme, della nostra comunità. Ecco perché lo stabilimento di filatura, i cui edifici furono realizzati fra il 1869 e il 1877 e che sarà oggetto della presente riqualificazione, più che per le sue residue architetture, assurge a memoria storica della nostra comunità e non solo. È un luogo dove raccontare e custodire un passato reso opaco dal tempo e dal degrado”. Con queste parole il sindaco Mariagrazia Vergani esprime la sua soddisfazione a L’Eco di Bergamo per la deposizione del progetto definitivo per l’area “AT2” (così è chiamata con il suo nome “burocratico” l’area Zopfi).

In effetti la riqualificazione della zona è stata un impresa durata anni, ma se ne parla da decenni; un percorso tortuoso costituito da ricorsi ai tribunali, progetti bocciati e accordi mancati.

Già nel 2009 se n’è iniziato a parlare: all’epoca la società “Ranica Residence & Village” presentò un programma per ridare vita alla zona, ma cadde nell’oblio.
Dal 2013, anno in cui la società “Piramide Casa SRL” ha acquistato il terreno, si è iniziato a prendere seriamente l’opera. Vista da questa prospettiva è spontaneo domandarsi il motivo tutta questa attesa, durata un decennio. In breve, possiamo dire che la difficoltà di questi anni è stata trovare gli accordi tra le esigenze del Comune (ovvero mantenere la zona vivibile, pavimentando moderatamente e consentendo delle costruzioni basse e non invasive) e quelle della società proprietaria (fare profitto su quel terreno per rientrare nell’investimento dell’acquisto). A causa del conflitto tra queste necessità, il primo progetto presentato nel 2016 è stato bocciato, come anche quello successivo del 2018. A questo punto la società “Piramide” ha intrapreso le vie legali tramite il TAR di Brescia (più di una volta, a dire il vero), sperando nell’annullamento della delibera del Consiglio Comunale che bloccava il loro piano, ma nel gennaio 2019 la giustizia regionale ha dato ragione all’Amministrazione comunale. Da quel momento si è verificato un periodo di stallo, anche a causa della pandemia, in cui la società Piramide non ha più aperto il dialogo con il Comune. Le trattative sono ripartite solo nel marzo del 2023 e si sono intensificate nel settembre 2023, quando un’altra sentenza del TAR ha stabilito che le previsioni del PGT per l’area Zopfi approvate nel 2018 dalla maggioranza erano errate. A questo punto il Comune è stato costretto a trattare con la proprietà decidendo dei compromessi, probabilmente sotto la pressione dell’imminente periodo di campagna elettorale. Nello specifico emerge che l’area di pavimentazione è aumentata del 19%, i piani massimi consentiti negli edifici sono passati da 3 a 4 o 5 e infine l’edilizia convenzionata è stata ridotta da 1270 mq a 1120 mq. Per questo motivo non mancano le insoddisfazioni della minoranza, che con la voce del consigliere Giovanni Bertino criticano il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale del piano.

Cosa prevede dunque la proposta definitiva? A L’Eco di Bergamo, il vicesindaco Carlo Beretta illustra il progetto: “La superficie lorda di pavimentazione corrisponde 19000 mq e i piani massimi consentiti negli edifici saranno 4-5. L’intervento in edilizia pubblica destinato a quella convenzionata viene prevista una quota fissa pari a 1270 mq. Viene confermata la cessione gratuita del Parco Agricolo, il recupero dell’edificio storico, la realizzazione di estese aree di parcheggio, di una grande piazza con verde urbano, di una rotatoria tra via Zopfi e via Degli Alpini e di una passerella ciclo pedonale di superamento della roggia dalla piazza al parco agricolo. Non ci sarà nessun supermercato alimentare, ma negozi di vicinato da 400 mq. Rispetto poi all’ammontare degli oneri di urbanizzazione dovuti per l’intero intervento edificatorio, stimati con le tariffe vigenti in 1.361.187 euro, la cifra complessiva messa a disposizione dall’operatore per gli interventi pubblici è di 2.190.450 euro, con una maggio razione rispetto agli oneri dovuti per l’edificazione di 829.263 euro da intendersi quale contri extra oneri dovuti anche a compensazione dei benefici di variante. Non ultimo, la Piramide ha rinunciato a tutti i ricorsi presentati, sia pendenti che in esecuzione”.

Per capirci meglio, vediamo alcune tavole.

La tavola n.10 del piano attuativo (fonte: Comune di Ranica)

In questa tavola (la n.10) sono evidenziati in giallo gli edifici presenti attualmente, ormai diroccati e semidistrutti, che saranno demoliti. Non andrà tutto perduto: in grigio-tratteggiato vediamo le parti storiche che saranno risparmiate e ristrutturate, e che fungeranno da muratura esterna in ricordo del cotonificio. Nella tavola sottostante, invece, si vedono più chiaramente le aree e i relativi scopi.

La tavola n.11 del piano attuativo (fonte: Comune di Ranica)

Come si vede dall’immagine, saranno costruite 10 palazzine residenziali, da massimo 4 piani ciascuna. Le aree gialle sono i parcheggi, quelle verdi sono le zone destinate al verde e alla piazza pubblica, in rosa invece la zona “commerciale” che ospiterà i negozi di medie-piccole dimensioni.

La proposta verrà presentata ai cittadini nell’assemblea pubblica del 24 gennaio, per poi passare al Consiglio Comunale il giorno successivo. In caso di approvazione, a questo punto molto probabile vista l’intesa tra l’Amministrazione e l’agenzia Piramide, sarà un giorno storico per Ranica e per i ranichesi.

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