Tra i due eventi non c’è nessuna correlazione, se non la vicinanza temporale. Martedì sottratti sei pezzi di Grana al supermercato MD, mentre nella notte tra giovedì e venerdì rapinato il bar dell’oratorio.
Due eventi distinti, ma con epilogo comune: entrambi i colpevoli sono ancora a piede libero (per ora).
In poco più di due giorni sono stati registrati due furti a Ranica: martedì una donna ha sottratto sei pezzi di formaggio Grana al supermercato MD; mentre nella notte tra giovedì e venerdì un uomo ha rapinato il bar dell’oratorio.
Partendo da quest’ultimo caso, le telecamere mostrano un uomo coperto e irriconoscibile che ha fatto irruzione nel locale bar sfondando il vetro della porta di ingresso (foto di copertina). Il malintenzionato ha poi violato il registratore di cassa, portandosi via un bottino di massimo 80/90€ secondo le nostre fonti, ed ha svuotato alcune bottiglie di alcolici. È curioso documentare che nella refurtiva risultano anche dei dolciumi e caramelle.
Per quanto riguarda il caso del supermercato, invece, non si hanno molte informazioni chiare, pertanto ci scusiamo per eventuali dati fuorvianti. Basandoci unicamente su quanto riportato da Bergamonews (unica fonte disponibile), una donna sulla quarantina avrebbe sottratto al supermercato MD sei pezzi di Grana durante l’orario di regolare apertura dell’esercizio. Due commesse l’avrebbero allora inseguita e fermata ma lei si sarebbe divincolata, colpendo le lavoratrici con calci e pugni, per poi tirar loro addosso la borsa con la refurtiva e darsi alla fuga.
In un primo momento era stata arrestata una donna di 44 anni residente a Sesto San Giovanni, la quale però ha sempre negato di aver commesso la rapina impropria. Durante l’interrogatorio è riuscita a dimostrare di aver ragione: dalle immagini riprese dalle telecamere interne al supermercato, infatti, si vedeva una donna molto simile a lei rubare i pezzi di formaggio, ma l’autrice del furto non aveva gli stessi tatuaggi che ricoprivano la pelle dell’arrestata, che di conseguenza è stata rilasciata.
Gli inquirenti hanno individuato un’altra donna che somigliava molto alla prima arrestata, anche lei di 44 anni.
Martedì 14 novembre, a processo, le due commesse non hanno dimostrato sicurezza nel riconoscimento dell’imputata, che è stata assolta per non aver commesso il fatto.
Fonti: Bergamonews. Immagine di copertina: RanicaTV







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