Il centrodestra ha vinto le elezioni in Lombardia con un netto vantaggio, ma appena due lombardi su cinque sono andati alle urne.

Il titolo che spesso si utilizza per annunciare articoli di questo genere è simile a “i lombardi hanno scelto Fontana”, ma questa volta non calza affatto. L’affluenza alle urne infatti, ferma al 40%, è ai minimi storici e, indipendentemente dal credo politico e dal risultato elettorale, andrebbe fatta una riflessione a riguardo.

In ogni caso, Attilio Fontana è stato riconfermato come presidente regionale con il 54,67% dei voti (l’equivalente di 1.774.477 preferenze), carica che ha già ricoperto dal marzo 2018, quando stravinse con il 49,75% dei voti contro il 29,09% di Giorgio Gori e il 17,36% del pentastellato Dario Violi.

Lo sfidante del centrosinistra, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra, Pierfrancesco Majorino, ha raggiunto il 33,93%, 1.101.417 voti. Terza Letizia Moratti, candidata civica per il Terzo Polo, con il 9,87% e 320.346 preferenze. Quindi Mara Ghidorzi, di Unione popolare con l’1,53% (49.514).
Fra le liste Fratelli d’Italia è al primo posto con il 25,18%, seguono Pd (21,82%), Lega (16,53%) e Forza Italia (7,23%). La lista civica a sostegno di Fontana ha ottenuto il 6,16%, quella per Letizia Moratti il 5,3% e il Patto civico per Majorino il 3,82%. Per il Movimento 5 Stelle il risultato è stato del 3,93%, per Azione-Italia Viva del 4,25%.

Considerata la vittoria del centrodestra anche nel Lazio, sono state immediate le reazioni dei colleghi: Salvini tira un sospiro di sollievo mentre Meloni twitta: “[la vittoria] consolida la compattezza del centrodestra e rafforza il lavoro del Governo“. “Forza Italia trainante e determinante all’interno della coalizione” a detta di Ronzulli (FI).
Deluso Carlo Calenda (Azione): “Il centro e la sinistra non sono mai stati in partita, neanche se uniti, neanche nell’ipotetico formato del campo largo. La destra vince ovunque.”
Dagli studi di Rai2 il presidente emiliano Stefano Bonaccini mette il dito nella piaga: “Le altre due opposizioni si sono rivelate molto inferiori dal punto di vista quantitativo. Se vogliono continuare ad andare da soli, sappiano che si riveleranno i migliori alleati della destra”.
Cerca di essere ottimista Giuseppe Conte (M5S): “Vedo che c’è chi suona le campane a morto per il cinque stelle, ma io non esagereri la portata di queste elezioni”.

Fontana ha 70 anni ed è appoggiato dalla Lega, il partito a cui appartiene, e da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati. È un avvocato, e prima di diventare presidente della Lombardia (nel 2018) era stato consigliere regionale dal 2000 al 2006, ma soprattutto un amministratore locale. 
Come analizza il Post, lo scorso mandato di Fontana alla presidenza della Regione era stato piuttosto tortuoso, soprattutto per via di una gestione molto criticata dei primi mesi della pandemia da coronavirus, oltre che per la riconosciuta scarsa qualità dei servizi offerti da importanti aziende controllate dalla regione come Trenord (l’azienda ferroviaria regionale) e ALER (che gestisce migliaia di case popolari in varie città lombarde). Il suo gradimento è stato piuttosto basso per tutto il suo mandato e la Lega, il suo partito, sta passando un periodo complicato fra possibili scissioni e un calo notevole dei consensi. Eppure Fontana è stato riconfermato con un risultato addirittura superiore a quello ottenuto nel 2018, dove però l’affluenza era al 73% (percentuale trainata dalla concomitanza con le elezioni politiche).


Fonte: il Post, ANSA. Copertina: Dimensione Informazione

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