Di recente alcune testate giornalistiche hanno riportato notizie confuse e imprecise, parlando di “un aumento delle tasse IMU e IRPEF a Ranica”, ma in questo articolo vedremo cosa c’è di vero e cosa invece non corrisponde al reale.

Per cominciare, è bene specificare di cosa stiamo parlando. L’IMU (Imposta Municipale Propria) è il tributo istituito dal governo Monti nella manovra Salva-Italia del 2011 e si paga a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari. Il versamento della tassa IMU è dovuto da coloro che sono in possesso degli immobili indicati nell’articolo 2 del Dlgs 504 del 1992, tra i più importanti troviamo seconde case, imprese, fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli. Invece l’IRPEF, acronimo di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, è una tassa che sono tenuti a versare tutti coloro che hanno un reddito, sia come lavoratore dipendente, sia come autonomo, nonché soci di impresa. Tuttavia, il denaro versato non finisce interamente nelle mani dello Stato, infatti una percentuale (chiamata “addizionale”) viene trattenuta dal comune di domicilio e dalla regione. Nel caso dei comuni, è loro facoltà istituirla, stabilendone l’aliquota e l’eventuale soglia di esenzione nei limiti fissati dalla legge statale.

Tornando al nostro paese, è stato ufficializzato nell’ultimo Consiglio Comunale l’aumento dell’1 per mille dell’IMU, che quindi passa dall’0,86% al 0,96%. Perciò la fuorviante notizia riguardo l’aumento dell’IRPEF è falsa, e c’è un motivo ben preciso per cui l’Amministrazione ha deciso di non toccare proprio l’IRPEF a discapito dell’IMU.

Per contestualizzare la scelta, è bene dire che nel bilancio del 2022 è stata prevista una maggiore spesa e delle minori entrate, che creerebbero uno scostamento di circa 178.000 euro, e recuperare quest’anno almeno 180.000 euro è indispensabile per raggiungere il pareggio di bilancio evitando possibili problematiche future. Per riguadagnare questo denaro è stato scelto di tutelare i cittadini aumentando l’IMU anzichè l’IRPEF. Infatti quest’ultima viene pagata da 3255 cittadini, contro i 819 utenti dell’IMU (in particolare 171 imprese e 648 seconde case). Inoltre, come ha spiegato Fulvio Pellegrini (assessore con delega al Bilancio e Attività Commerciali e Produttive) a L’Eco Di Bergamo: “Potevamo aumentare l’addizionale IRPEF di oltre due punti percentuali oppure ritoccare l’IMU dell’1 per mille, che cuba 180.000 euro. Abbiamo scelto, in un momento grave e delicato dal punto di vista sanitario, sociale ed economico di una pandemia ancora in corso di non toccare l’addizionale IRPEF che va a colpire il lavoro dipendente”. Continua: “Pensiamo che colpire oggi i lavoratori e le famiglie significa frenare la ripartenza in corso nel nostro paese e andare contro il piano PNRR di ripartenza nazionale”.

Concludendo, Ranica continua ad essere uno dei comuni con l’IRPEF più basso in assoluto, mentre per quanto riguarda l’IMU rimane nella media.

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