La variante omicron continua a correre a ritmi ma in registrati prima d’ora: l’Italia ha toccato pochi giorni fa il record di oltre 200 mila contagi in 24 ore, e il resto del mondo non se la passa meglio. Indipendentemente dai contagi, la pressione ospedaliera inizia ad aumentare e di conseguenza il governo ha deciso di mettere una stretta a chi non si vuole vaccinare.
Infatti è stato approvato l’obbligo di vaccinazione per le persone che hanno almeno 50 anni, il quale scatta dal momento in cui il decreto entra in vigore, cioè oggi stesso, sabato 8 gennaio. L’obbligo vaccinale finirà il 15 giugno 2022, e chi compie 50 anni tra oggi e il 15 giugno vi sarà comunque sottoposto.
Non è obbligato a vaccinarsi sia chi non può per ragioni di salute, attestate dal medico di base o dal medico vaccinatore, sia chi è recentemente guarito dalla COVID, e dunque deve aspettare un certo periodo di tempo prima della vaccinazione, secondo i protocolli del ministero della Salute (al momento 150 giorni).
In ogni caso, i controlli inizieranno tra qualche settimana per dare il tempo a tutti di prenotarsi. E a proposito di controlli, il decreto spiega che essi saranno effettuati incrociando i dati nelle persone residenti in Italia e quelli dell’anagrafe regionale delle vaccinazioni tramite le tessere sanitarie. Nessuna preoccupazione per la privacy: questa modalità è già utilizzata per diverse altre faccende burocratiche. La sanzione amministrativa in caso di violazione sarà di 100 euro. L’Agenzia delle Entrate sanzionerà sia chi non si è sottoposto a nessuna dose sia chi non ha effettuato la seconda nei tempi previsti (circa 35 giorni dopo la prima).
Il decreto introduce anche l’obbligo, a partire dal 15 febbraio, per i lavoratori con almeno 50 anni di presentare il Green Pass “rafforzato” (si ottiene tramite vaccinazione o guarigione) sul luogo di lavoro. Agli impiegati con meno di 50 anni basterà il Green Pass “base” (ottenibile anche con un tampone negativo). In entrambi i casi i controlli spettano al datore di lavoro e la sanzione è una multa dai 600 ai 1.500 euro, in caso di reiterazione l’ammenda raddoppia. Finché non otterranno il Green Pass “rafforzato”, i dipendenti saranno considerati assenti ingiustificati: non avranno diritto allo stipendio ma avranno diritto a mantenere il proprio posto di lavoro.







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