“È necessario adottare un atteggiamento di prevenzione per conservare ciò che abbiamo conquistato”. Sono queste le parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa questa sera. La situazione è “sotto controllo, seppur in un costante lieve peggioramento”, ha spiegato il premier, ma bisogna essere “molto prudenti per evitare i rischi”.
L’atteggiamento del Consiglio dei Ministri pare essere prettamente preventivo per cercare di scongiurare nuove chiusure per evitare di mettere nuovamente in crisi la stagione invernale ormai alle porte, oltre che a tutte le altre attività economiche, senza dimenticare il fattore scuola. Ora vediamo quali sono le principali novità in vigore dal prossimo 6 dicembre.
Green pass “base” e green pass “super”
Il decreto, approvato all’unanimità dal CdM, prevede una separazione tra green pass “super” (ottenibile solo da chi si è vaccinato o chi è guarito), a differenza del green pass “base” che continuerà a essere disponibile anche a chi sceglie di usare la via del tampone, antigenico o molecolare che sia, con validità di 48 ore.
Il certificato verde “super” quindi non sarà ottenibile con un tampone negativo e dal 6 dicembre servirà (in zona bianca e gialla) per accedere a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche. In pratica, chi non si vaccina (o non è guarito da meno di 6 mesi) avrà nuove limitazioni, e l’intento è quello di continuare a spingere su una campagna vaccinale che, fino ad oggi, ha continuato a procedere in modo sostenuto.
La separazione delle due certificazioni ha un intento ben preciso: equilibrare l’incentivo alla vaccinazione senza essere troppo stringente, ma allo stesso tempo garantire una situazione epidemiologica sotto controllo.
Infatti, il green pass “base”, cioè ottenibile anche con tampone con esito negativo, sarà obbligatorio anche per accedere al trasporto ferroviario regionale, interregionale e al trasporto pubblico locale (ad esempio i trasporti ATB e TEB), alberghi e spogliatoi per l’attività sportiva.
La domanda spontanea che può sorgere è: come controllare una mole di pendolari così ampia? In altre parole, come si farà a controllare i pullman e i tram ricolmi di lavoratori, studenti e viaggiatori? Proprio come il controllo dei biglietti, anche la scansione della certificazione verde avverrà a campione. Riguardo a questo tema piuttosto delicato il governo ha deciso di prendersi ancora qualche giorno per discutere, insieme ai comitati provinciali per la sicurezza e l’ordine pubblico (organi interni alle prefetture) riguardo a dei metodi funzionali riguardo questo. Il Ministro Speranza sottolinea che le province saranno tenute a elaborare un piano d’azione per i controlli del green pass adatto alle situazioni locali, inoltre dovranno inviare al Ministero dell’Interno dei report settimanali sulle verifiche della certificazione.
Obbligo vaccinale
Dal 15 dicembre sarà obbligatoria la vaccinazioni per amministrativi del servizio sanitario nazionale, insegnanti e personale della scuola (dove sarà obbligatoria anche la terza dose), forze di polizia e militari, oltre che le categorie dove è già in vigore.
Mascherine e terza dose per (quasi) tutti
In zona bianca nessuna novità per quanto riguarda le mascherine all’aperto, saranno obbligatorie solo in zona gialla, arancione o rossa. È comunque obbligatorio portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti.
Il Ministro della Salute ha affermato che dal 1 dicembre tutti i maggiorenni potranno prenotare la terza dose, tuttavia per prenotarla bisognerà aspettare che siano trascorsi almeno 5 mesi dalla seconda, anziché i 6 mesi richiesti fino ad ora.
Possibile vaccinazione dei bambini a partire dall’anno prossimo?
Speranza nella conferenza ha accennato anche alla vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni: “Il primo passo formale sarà l’approvazione da parte di EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali) del vaccino Pfizer, in una dose ridotta. L’approvazione potrebbe avvenire già domani, o comunque entro questa settimana. Dopodiché, la decisione dell’approvazione per l’Italia spetterà all’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) che si pronuncerà dando molto probabilmente un parere allineato con EMA”. In ogni caso bisognerà aspettare la consegna di queste dosi pediatriche, “in date che non sono ancora certe”. Ha comunque dato come indicazione la “terza decade di dicembre”. Nel frattempo, il governo farà partire una campagna di comunicazione in cui avranno un ruolo centrale i pediatri. Lo scenario più probabile è un inizio di vaccinazione degli under 12 con queste dosi realizzate appositamente per loro a partire dal primo trimestre dell’anno prossimo.
La situazione all’estero
“La situazione all’esterno dell’Italia è molto grave, in paesi che sono con noi confinanti” dice Draghi. “Vediamo anche che la nostra situazione è in lieve, ma costante peggioramento. Non siamo ancora nella pienezza dell’inverno e la copertura vaccinale del ciclo comincia ad affievolirsi, in questo periodo: e per questo è stata anticipata la terza dose a 5 mesi dalla seconda. Voglio un po’ spiegare un altro aspetto di questi provvedimenti: è che vogliamo prevenire per preservare, per conservare. Vogliamo essere molto prudenti per evitare i rischi, sì, ma per riuscire a conservare quello che ci siamo conquistati nel corso di quest’anno”.
Fonti: il Post, TGCOM24, Presidenza del Consiglio dei Ministri.







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