Da domenica la Lombardia è tornata zona rossa con rispettive restrizioni (vedi qui) fino al prossimo 31 gennaio. Tuttavia Fontana, presidente della Regione, si trova in pieno disaccordo con questa decisione e perciò ha annunciato di voler presentare ricorso al TAR del Lazio. Ma non è l’unico: infatti il sindaco di Bergamo Gori ha spedito una lettera a Roma annunciando di voler chiedere una deroga per la zona rossa a Bergamo.
Nel caso di Gori, la richiesta si basa sull’analisi del tasso di incidenza. Ad oggi in provincia si contano 61 positivi ogni 100mila abitanti, ovvero un numero ben lontano dalla soglia di allerta di 250 contagi per la stessa porzione di popolazione. “Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”. A questo annuncio di Gori risponde Fontana con un post su Facebook: “Comprendo bene le ragioni del sindaco Gori, che evidenziando come la provincia di Bergamo con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, quindi al di sotto della media regionale, chiede una deroga alla zona rossa. Il problema è che tale parametro non è preso in considerazione dal Ministero della Salute e dal Cts nazionale, ma solo l’Rt”.
A proposito di Lombardia, anche Attilio Fontana prepara il contrattacco alla zona rossa. «I nostri avvocati hanno predisposto il ricorso che tra stasera e domani mattina verrà depositato al Tar del Lazio. Si impugna nella parte dei criteri, facendo riferimento agli scenari anziché all’incidenza». È quanto detto ieri dal presidente Fontana nel corso di una conferenza stampa.
Fontana ha spiegato che il Dpcm che relega la regione Lombardia in zona rossa verrà impugnato «nella parte dei criteri sulla classificazione delle zone perché si fa riferimento a scenari e rischi e non all’incidenza».
«L’Rt è un parametro strutturalmente in ritardo – ha aggiunto -. Nel caso specifico si riferisce alla settimana dal 23 al 30 dicembre, mentre l’incidenza è un parametro molto più aggiornato e aderente alla realtà. Noi crediamo che il governo debba dare maggior peso al parametro dell’incidenza e crediamo che le nostre richieste, supportate da tutte le regioni in Conferenza Stato-Regioni, avrebbero dovuto essere prese in considerazione o quanto meno guardate in modo diverso».
Più specificamente Fontana ha esposto nella pratica il problema: «il parametro Rt non è accettabile visto che ci sono regioni che hanno 360 di incidenza e sono in zona arancione e regioni come la Lombardia che hanno un’incidenza di 130 e sono in zona rossa».







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