Il Presidente della Regione Lombardia Fontana, dopo ore di trattative con il governo, esulta sui social anche con la voce di molti commercianti che, si spera, potranno prendere una boccata d’aria. “Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali”. Il quadro dell’epidemia sembra dare speranza visti i cenni di miglioramento, ma secondo il governo l’Italia rimane in una situazione delicata.
La nuova ordinanza entra in vigore domenica e termina il 3 dicembre: dal 4 in poi si attendono novità da un nuovo Dpcm che deve essere ancora ultimato. Anche altre regioni oltre alla Lombardia “cambiano colore”: la Calabria e il Piemonte diventano zona arancione e diventano in zona gialla la Liguria e la Sicilia.
Detto questo, cosa cambierà da domenica? Ecco le novità.
Spostamenti: resta vietato uscire dal proprio Comune se non per ragioni di lavoro, istruzione, salute o per necessità (rimane necessaria l’autocertificazione). Ci si può muovere all’interno del proprio Comune liberamente dalle 5 alle 22 senza autocertificazione, dopodiché scatta il coprifuoco. Rimane la raccomandazione di non invitare a casa propria persone non conviventi.
Riaperture: Riaprono tutti i negozi senza limitazione (ovviamente mantenendo la distanza interpersonale, mascherina e altre indicazioni per evitare il più possibile il contagio). I centri commerciali restano chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie con la possibilità però di effettuare consegna a domicilio e asporto, no alla consumazione sul posto.
Resta consigliato lo smart working qualora sia possibile.
Scuole: A livello nazionale (per ora) le regole per la zona arancione prevedono che scuole superiori rimangano a distanza, però riaprono i cancelli delle scuole medie. Resta la possibilità da parte dei Presidenti di Regione di fornire indicazioni diverse per lo svolgimento delle lezioni.
Sport e altre attività di svago: Restano chiusi palestre, piscine, centri benessere, centri termali e musei. Vietato lo sport di contatto, ma è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti. È invece permesso frequentare “i centri e i circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza creare assembramenti”.
Fonte: Corriere della Sera







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